Finestre

Per me le sere accese

Per me le sere accese, i quadri appesi come viene, le cose a pieno senso. Ma io non lo vedevo, io mica lo sapevo che il giorno si riduce fino ad invecchiare, che la mano quando niente tiene si fa male. Per me giovedì sera e il caldo sulla schiena, domenica mattina che sempre mi guardavi e i giorni tutti, tutti intensi ma ormai dimenticati. Tulipani bianchi sulla Costa illuminata e stanze di futuro da riempire. Per me le sere accese. 

Per me c’avevi sette strade e ne ho viste tre soltanto, per me il fare giusto, il fare tanto. Le paure silenziose, le attese prolungate, niente scuse, ti prego niente, lascia stare. Per me c’avevi gli occhi densi, il fa# min pronunciato e maglia gialla, sabbia tanta, terra ferma. /Per me funziona poco/datti tempo/stai al mio gioco.

Da 0 a 10 noi che siamo?

12!, t’ho detto, ti dicevo. 12 volte t’ho fatto una promessa e mai l’ho mantenuta. 12 volte mi è sembrato vento e sospiro forte sopra al mare. 12 volte t’ho detto di andare per saperti poi tornare. 12 volte che non sono 27 ma mi sanno di tormento, niente spazio, zero tempo.

Ché se torno poi ti trovo, poi per me conclude il giorno e faccio piano, per me c’abbiamo troppo da finire e la mia faccia da pulire. Ché se torno poi mi trovo, zaino sulle spalle, gli anni tutti in piedi e solo il mondo che è crollato, appena via Farini, un pezzo della Torre, il Pratello tutto intatto, e freddo sul costato, l’angolo del divano e il piatto verde, 57 mq di passi improvvisati, i portici tristi, inverni freddi, cuori addormentati. Per me che non ti credo, portami da bere, e quando ho urlato troppo, porta pace, portami del bene. Per me che niente merito dal mondo, per me che non mi faccio gioia e non ritorno, per me qualcosa resta?

Per me c’avevi visto tutto meno qualche cosa, non era poi quella essenziale. Andava bene, avrebbe fatto tutto meno male. Per me le bucce dell’arancia, la rabbia che mi spezza, chilometri in soffitta, forte mal di testa.

Per me il cielo che si apre e meno offese, meno pugni, solo strade. E per te? Per te il buono tutto, il giorno grande, il futuro nuovo e luminoso, le cose che in me erano pietre e in altri sono fiori profumati. Per te palazzi ad abitare, occhi a riempire. Per te il dire quanto il fare e niente numeri, nessuna promessa, il bene da sentire, il mare. Il mare.

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