Starci nelle cose.

Starci nelle cose per sentire sulla testa i confini a divorare. Un poco stretti e un pò perplessi, gli occhi come i giorni nelle mani. Lunga strada e lungo tempo a motivare. Starci nelle cose e starci tutto, tutto intero, ingarbugliato fino al collo dai pensieri e provare poi la fuga dalla stretta. Salvarsi un pò di testa.

E il buono lì sul fondo, liquido e incolore, a decantare. E io, io qui a guardare. E io, io qui a provare. Fare spazio a cosa pura, esaltare la natura dell’ultima parola pronunciata senza poi riuscire a convincere nessuno. Che un tulipano, un tulipano ha toccato la mia mano.

Di bianco, allora, t’avrei dato il vestito a primavera e luce intorno al polso per ridurre il frastuono della stretta prepotente. Di bianco t’avrei dato tempo addietro il mio passaggio, a coprire il nero delle notti insonni e miscredenti, poi il peso noto delle cose che non dici e ogni giorno nuovi vasi e molti fiori a corteggiare risvegli sconsolati.

Di bianco fogli da riempire, senza griglie, senza orari e senza attese e parole nuove a riempire il gusto di etimologie tirate a freno dalla fretta degli impegni maledetti. Di bianco ogni cuscino, una tenda alla finestra, cappello a mezza estate, scarpe in mezzo al verde, di bianco un cane e il suo padrone, un vestito da bambina a ricordarti infanzie pure e nessun rivolo di sangue che scende dalla fronte. Niente sporca. Bianco su bianco. Niente tocca.

Bianche le pareti di una casa solo tua e già riempita fino all’orlo del domani, priva di mancanze, esitazioni, notti insonni per l’animo viandante. E un materasso, solo uno, sempre quello, che ha parentesi di mano ad accogliere la testa e il corpo tutto, a fare scudo e un poco ramo.

Starci nelle cose, per sentire addosso il senso di un passaggio che smuove e tira sassi e non s’arrende e mi conquista e tutto vuole. E strada lunga a motivare, a costruire in lungo e in largo la grandezza che già vedo quando bevi latte a grandi sorsi e grande sei e la paura di sbagliare sempre mi trattiene. Di bianco un marciapiede e strisce pedonali a fare spazio, a darti tregua, a dire vola. Starci nelle cose. Divenire ancora.

Annunci

6 comments

  1. rosarioboc (Sarino) · aprile 30, 2015

    ma quanto sono belle quelle ripetizioni, quasi a voler intingere le parole col senso del senso (ripeto anche io :). Visionario e reale allo stesso tempo il finale con quel divenire che lascia aperta una strada immensa da percorrere, magari di notte, magari al freddo di un finestrino, magari in solitaria…ma vuoi mettere all’alba quel fiume di luce che t’investe pian piano? Sensazione senza pari : libertà, volo assoluto.
    Ecco probabilmente ho tracimato, perdonami 🙂
    Bella lettura, molto bella.
    Ciao

    Mi piace

  2. wwayne · giugno 7, 2015

    Ciao! Ma non lo aggiorni più il tuo blog?

    Mi piace

    • anitabianco · settembre 21, 2015

      Aggiornato!:) meglio tardi che mai.. Dicono.

      Mi piace

      • wwayne · settembre 21, 2015

        Mi fa molto piacere che tu non ci abbia abbandonati: il tuo talento come blogger non deve andare sprecato.
        Colgo l’occasione per consigliarti questo splendido film: https://wwayne.wordpress.com/2013/12/09/un-successo-meritato/. Vederlo mi ha reso una persona migliore. Grazie per la risposta! 🙂

        Mi piace

      • anitabianco · settembre 21, 2015

        Grazie per il consiglio e vedrò il film prestissimo per dartene anche un parere! 🙂

        Mi piace

      • wwayne · settembre 21, 2015

        Attendo tue notizie allora. Buona visione! 🙂

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...