Non scriverò

Non scriverò delle mie ragioni, né delle numerose speranze disattese.
Non dei traffici umorali chiamati a essere serviti in tavola come antipasto.
Non dei difetti, né dei vasi rovesciati per far da cesso alla festa del grottesco.
Non scriverò di vane implorazioni o di promesse altisonanti ricamate orridamente.
Non di abbracci posati sul cuscino come merda sull’asfalto.
Non di rose, che mai ne ricevetti, né di sassi che agli occhi miei parevano più mossi del tuo statico sorriso.
Non scriverò di canzoni mai finite o sprofondate dentro a un divano comodo e innocente, né di libri regalati come oro al passante sconcertato.
Non di pollici girati per riempire un tempo che consuma senza tregua e ti fa il verso.
Non cancellerò nomi dall’agenda come fossero alimenti sull’elenco della spesa, e non saprò chiedere perdono ad altri avendolo già fatto, una volta, inutilmente.
Non cercherò ricordi per saziare malinconie rimaste forti nelle mani e guardando in fondo a quel cassetto saranno solo lettere, preservativi, orologi, qualche anello, un telefono ormai rotto, una penna rimasta a riposare silenziosa, un bottone caduto in mezzo al resto come cristo in mezzo al male.
Non scriverò di quando la mano toccava il collo a ricordare il freddo della sera, l’incertezza di un pensiero che resiste nella testa quasi fosse una preghiera.
Non scriverò delle tue ragioni, né di dediche a matita destinate a cancellarti.
Non dei rigurgiti improvvisi di rancore per le strade porticate o sotto la prima neve dell’estate.
Non scriverò e lo faccio sempre. Scrivendo accelero l’idea furiosa di consumare quel che resta. Tolgo vita e creo ancora: è dipendenza manifesta.

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2 comments

  1. il barman del club · marzo 22, 2015

    è proprio “il creare”, il togliere e il riformare e tutto ciò che nasce dalle tue mani, dal tuo pensiero, dalla tua anima, che merita un applauso o un segno rosso sopra un foglio bianco. In fondo, se “Cristo è caduto in mezzo al male” come “un bottone in mezzo al resto”, allora, la bellezza e la musicalità di tutte queste emozioni sono genesi e non “dipendenza”, perché non potremmo mai disintossicarci se questa droga è qualcosa nata insieme a noi, dentro al nostro DNA, anzi, la sua mancanza è la più terribile delle astinenze…

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  2. anitabianco · marzo 22, 2015

    Grazie per questo tuo passaggio dedicato, attento, sottile nella lettura.Forse hai ragione, si tratta di genesi, di cose possedute per natura e per natura rese manifeste. Grazie per questi occhi attenti.

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