(…) addio l’a…

(…) addio l’amore, allora, e tutte le cose
che amore morsica, e ingozza, e inghiottisce,
e mastica, e insaliva, e deglutisce:
così le spine addio, come le rose:
addio le foto, e le mammelle, e i letti,
e i kamasutra, e i parti, e i fazzoletti:
addio lì i monti, che dalle acque sorgono,
e addio lì le acque, che dai monti sgorgano:

ma alla rovescia rovesciato è il mondo,
e questa è cosa più su dichiarata:
siccome che mi arrivo al scioglimento,
rovescio stesso questo testamento:
siccome che qui parlo per parlare,
dico per dire, canto per cantare,
testare io testo, non per ingannare:
qui ci sto per avere, non per dare:

non dico avere pena, compassione,
pietà, cordoglio, commiserazione,
misericordia con compatimento,
con condoglianza, con rincrescimento:
non dico avere tormento, corruccio,
tristezza, angoscia, lutto, pianto, cruccio:
ma goduria e tripudio, in buona fede,
perché solo chi muore si rivede: (…)

E. Sanguineti, da Novissimum Testamentum (ottobre-novembre 1982).

Bastano i versi, a volte. In questo caso non bastano. Andate a cercare e troverete.

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